Il Mistero della Mezzanotte Felina

scritto da autentico Marcello
Scritto Ieri • Pubblicato 16 ore fa • Revisionato 16 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di autentico Marcello
Autore del testo autentico Marcello
Immagine di autentico Marcello
L'articolo vorrebbe essere un giallo che ha come protagonisti soltanto dei gatti eccezionali
- Nota dell'autore autentico Marcello

Testo: Il Mistero della Mezzanotte Felina
di autentico Marcello

Il Mistero della Mezzanotte Felina

Protagonista: Filippo il Grande


Le ferite con cui Filippo rientrava all'alba, quelle che la padrona di casa curava con tanta pazienza e medicinali umani, non erano il risultato di semplici risse per una gattina. No, Filippo era il custode dell'ordine del quartiere. E quella notte di luglio, il copione si fece più fitto del solito.

L'Allarme delle Due del Mattino

Come ogni notte, l'orologio biologico di Filippo scattò alle due precise. Saltò giù dal letto a castello, atterrò sul petto del suo compagno umano per farsi aprire la porta e, una volta fuori, si lasciò alle spalle la sicurezza della casa.

Il quartiere, apparentemente addormentato, in realtà brulicava di vita felina. Ma quella notte c'era un'anomalia. Il Grande Miagolio – l'assemblea che i gatti tenevano solitamente vicino ai cassonetti dietro la pescheria – era silenzioso. Non un soffio, non un calpestio.

Filippo, con il suo istinto da leader, capì subito che qualcosa non andava. Raggiunse il muretto di cinta e lì trovò Barnaba, un vecchio gatto certosino, che tremava vistosamente.

"Filippo... è scomparso," sussurrò Barnaba, agitando la coda con nervosismo. "Il Bottino del Re non c'è più."

Il "Delitto": Il Furto della Trattoria

Niente sangue o gioielli. Nel mondo dei gatti, il crimine più efferato era il furto del "Sacro Filetto di Sgombro Dorato", un pezzo di pesce prelibatissimo che il cuoco della trattoria d'angolo lasciava sempre sul retro come tributo per mantenere la pace con la colonia felina. Quella notte, il filetto era sparito prima che il capo colonia potesse distribuirlo. Senza il tributo, sarebbe scoppiata una guerra territoriale tra i gatti della ferrovia e quelli del centro.

L'indiziato principale era Romeo, un giovane gatto rosso, noto per la sua ingordigia. Ma Filippo, da vero investigatore, notò un dettaglio che agli altri era sfuggito.

Sulla scena del crimine, vicino alla ciotola d'alluminio rovesciata, non c'erano le classiche impronte di un gatto che scappa con la preda in bocca. C'era invece una scia di erba gatta fresca, calpestata e rilasciata intenzionalmente, e dei graffi profondi sul legno della porta sul retro.

L'Investigazione di Filippo

Filippo attivò i suoi sensi straordinari. L'erba gatta non cresceva in quella zona; l'unico posto nei paraggi era il giardino recintato di Madame, una gatta persiana viziata che viveva tre isolati più in là.

Filippo si diresse verso il giardino di Madame. Per farlo, dovette attraversare il territorio dei gatti della ferrovia, una banda di randagi duri e diffidenti. Fu lì che scoppiò la prima "battaglia" della notte. Tre gatti neri gli sbarrarono la strada. Filippo non si tirò indietro: soffiò, drizzò il pelo fino a raddoppiare la sua statura e partì all'attacco. Fu una lotta tremenda, a colpi di zampate e balzi felini, per difendere il suo diritto di passaggio. Filippo ne uscì vincente, ma con un orecchio sanguinante e un graffio sulla zampa.

Arrivato da Madame, il mistero si fittò. La gatta persiana era chiusa in casa, ma sul balcone c'era una traccia inequivocabile: un pezzetto di spago, lo stesso che il cuoco usava per legare i sacchetti del pesce.

Madame non avrebbe mai mangiato lo sgombro della trattoria, preferiva i croccantini di lusso. Allora chi l'aveva incastrata?

La Soluzione del Giallo Felino

Il colpevole, capì Filippo, non era un gatto goloso, ma un gatto ambizioso.

Qualcuno aveva rubato il pesce, aveva sparso l'erba gatta di Madame per sviare i sospetti su di lei, e voleva usare il filetto come merce di scambio per corrompere i gatti della ferrovia e spodestare Filippo dal ruolo di "Grande Gatto" del quartiere.

Filippo seguì l'odore dello spago fino al vecchio albero dal fusto drittissimo, proprio quello dove anni prima era rimasto bloccato da cucciolo. Lassù, nascosto tra le fronde più alte, c'era Smilzo, un gatto siamese dal miagolio stridulo, che teneva il filetto stretto tra le zampe, convinto che nessuno sarebbe mai salito fin lassù.

Smilzo aveva dimenticato una cosa fondamentale: Filippo era l'unico gatto ad aver scalato quell'albero fin da piccolo.

Nonostante le ferite della lotta precedente, Filippo risalì il fusto verticale con un'energia eccezionale. Smilzo, vistosi braccato in cima e non sapendo come scendere (proprio come Filippo anni prima), colto dal panico, mollò la presa.

Il filetto cadde giù, dritto nella bocca di Barnaba che aspettava sotto l'albero. Il piano di Smilzo era fallito. Filippo, con lo sguardo fiero del vincitore, costrinse il siamese a scendere e a dichiarare la resa davanti a tutta la colonia. La pace nel quartiere era ristabilita.

L'Alba del Ritorno

Le prime luci del mattino stavano colorando il cielo di rosa. Filippo, stanco, zoppicante, ma fiero del dovere compiuto, si diresse verso la sua casa.

Quando la porta si aprì, entrò silenzioso, lasciando qualche goccia di sangue sul pavimento. Salì stancamente sul letto a castello nella camera matrimoniale, sapendo che di lì a poco le mani gentili della sua padrona si sarebbero occupate di lui con quei medicinali umani che, per qualche strano motivo, su un "Grande Gatto" come lui facevano sempre miracoli.

Il Mistero della Mezzanotte Felina testo di autentico Marcello
0